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Mieloma multiplo, in Puglia 200 casi all’anno

Mieloma multiplo: in Puglia sono circa 150-200 le nuove diagnosi ogni anno e un migliaio i pazienti che convivono con questo tumore del sangue. In Italia si registrano ogni anno dai 5.000 ai 6.000 casi. Tuttavia negli ultimi dieci anni la sopravvivenza dei pazienti con mieloma multiplo è più che raddoppiata. Un aumento dovuto anche a diagnosi più precoci, che si accompagnano a un notevole miglioramento della qualità della loro vita. Sono i dati emersi durante la presentazione a Palazzo di Città di “Mieloma Ti Sfido – Io non mi lascio cadere”, la campagna di sensibilizzazione sul mieloma multiplo avviata lo scorso 13 novembre a Roma, che sta toccando alcune tra le più importanti città italiane. Obiettivo della campagna è quello di promuovere l’impegno comune contro il mieloma multiplo, il secondo tumore ematologico più diffuso dopo i linfomi non-Hodgkin, far conoscere i risultati ottenuti durante il trattamento e incoraggiare le persone che lottano contro questa malattia.
La campagna Mieloma Ti Sfido fa leva sulla metafora della scherma, che rappresenta il duello con il mieloma in cui il paziente è coinvolto quotidianamente, e si avvale del coinvolgimento di due “paladini” d’eccezione: Aldo Montano, medaglia d’oro nella sciabola ai Giochi Olimpici di Atene 2004, ed Elisa Di Francisca, due ori nel fioretto alle Olimpiadi di Londra 2012. Sono loro i due testimonial della campagna, protagonisti di un video per il web che, insieme all’installazione itinerante “I Duellanti”, allestita da oggi fino al 24 marzo in corso Vittorio Emanuele, veicolerà ai cittadini il messaggio chiave: unirsi alla sfida contro il mieloma multiplo e aiutare i pazienti a non cadere, perché i progressi delle terapie possono incoraggiarli nel loro percorso di cura. Il pubblico sarà invitato ad unirsi alla sfida scattando un selfie nei pressi dell’installazione e condividendolo sui propri profili social insieme all’hashtag #iotisfido.
Il mieloma multiplo è il secondo tumore del sangue per diffusione, colpisce prevalentemente le persone anziane (età media 70 anni) ed è caratterizzato dall’alternanza tra periodi di remissione, ottenuti grazie all’efficacia delle attuali terapie, e la comparsa di recidive che hanno un impatto pesante sia sul piano fisico che su quello psicologico.
L’iter che porta all’accertamento della malattia è piuttosto complesso, vista anche l’eterogeneità dei pazienti, e consta di analisi ematochimiche, citogenetiche sulle plasmacellule e di indagini strumentali, volte ad individuare la presenza della componente monoclonale e di un eventuale danno d’organo.

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